mercoledì 12 dicembre 2012

PRIMARIE IN LOMBARDIA

Questo sabato, 15 dicembre, si svolgeranno le primarie del "Patto Civico" in Lombardia. Obiettivo: vincere le prossime elezioni regionali e aprire la stagione del cambiamento!
Anche in questa occasione saranno in campo migliaia e migliaia di volontari che, come successo nelle Primarie Nazionali, mostreranno ancora tutta la loro passione spendendo gratuitamente il loro tempo per il futuro dell'Italia e della Ragione.

COME VOTARE

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di sabato 15 dicembre 2012 in seggi distribuiti in tutta la regione. Il candidato che ottiene il maggior numero di voti viene indicato come candidato Presidente del Patto Civico. 
La partecipazione alle Primarie del Patto Civico è aperta a tutte le cittadine e i cittadini italiani residenti in Lombardia, in possesso dei requisiti previsti dalla legge; alle cittadine e ai cittadini dell’Unione Europea residenti in Lombardia; alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi, residenti in Lombardia e in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d’identità; ai giovani residenti in Lombardia che abbiano compiuto i 16 anni entro il 15 dicembre 2012. Gli elettori e le elettrici che intendono partecipare alla scelta del candidato Presidente del Patto civico dovranno versare un contributo alle spese organizzative di almeno 1 euro e fornire i propri dati anagrafici.


I CANDIDATI


Umberto Ambrosoli: nato a Milano nel 1971, è sposato con Alessandra con cui ha tre figli. Laureato in Giurisprudenza, è diventato avvocato penalista. È attualmente componente di due organismi di vigilanza ed è stato nominato dalla Banca d'Italia in tre comitati di sorveglianza in procedure di rigore relative ad istituiti e società lombarde.
Nel 2009 ha pubblicato il libro "Qualunque cosa succeda", che narra la vicenda del padre, l'avvocato Giorgio Ambrosoli, assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario reclutato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività indagava nell'ambito dell'incarico affidatogli dalla Banca d'Italia di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana.
La divulgazione dell'esempio del padre lo ha portato a realizzare oltre trecentocinquanta incontri pubblici dal 2009 ad oggi, con particolare attenzione alle scuole medie superiori, sui temi della legalità e della responsabilità civile di ogni cittadino.
L’8 novembre 2012 ha accettato la candidatura come garante di una ampia coalizione del centrosinistra per le prossime elezioni regionali.

Andrea Di Stefano: 48 anni, è giornalista, si occupa da sempre di economia e finanza etica. È direttore di Valori, rivista mensile promossa da Banca Etica che si occupa di economia sociale, finanza etica e sostenibilità. Collabora con Rainews 24, LaRepubblica, Il Fatto Quotidiano on-line e l'Agenzia dei Giornali Locali del Gruppo Espresso. Su Popolare Network conduce, con Gianmarco Bachi, il programma "Il giorno delle locuste".
Dal 2007 è membro della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo. 
È responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione per la Novamont S.p.A., società all'avanguardia nel campo della scienza dei materiali e della Bioeconomia. 
È membro, dal 2009, del Comitato Scientifico di Cervia Ambiente. È presidente della Cooperativa Editoriale Circom, che sviluppa progetti editoriali innovativi (tra cui la rivista Valori) che relazionano ambiente, società e sviluppo delle nuove tecnologie. 
Insieme a Carlo Monguzzi e Emilio Molinari ha costituito il primo osservatorio contro le ecomafie.
Ha una compagna, Anna, e due figli.

Alessandra Kustermann: 59 anni, è dal 2009 la Direttrice dell'Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del Pronto Soccorso della Clinica Mangiagalli. In precedenza (dal 1989) è stata responsabile della diagnosi prenatale. Collabora da sempre con le istituzioni della città di Milano e della Regione Lombardia, e con istituzioni nazionali ed europee.
Ha realizzato negli ultimi vent'anni il Centro contro la Violenza Sessuale e il Centro contro la Violenza Domestica, cui si è aggiunto recentemente lo Sportello per Bambini e Adolescenti Maltrattati.
Ha assunto ruoli importanti in ambito europeo (due Progetti finanziati dall'Europa – SVELA e LEXOP), in ambito nazionale (Membro del Consiglio Superiore della Sanità, Collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, collaborazione con il Ministero della Sanità) e in sede di amministrazione locale (Regione, Provincia e Comune). 
Ha ricevuto le tre più importanti onorificenze lombarde: 
l'Ambrogino d'Oro del Comune di Milano (2010), il Sigillo Longobardo del Consiglio Regionale della Lombardia (2008), la Medaglia d'Oro di riconoscenza della Provincia di Milano al Soccorso per la Violenza 
Sessuale Domestica (2007).
Ha un compagno, Gianni, e tre figli.

Per maggiori informazioni: www.pattocivicolombardia.it 



martedì 11 dicembre 2012

STELLE DANZANTI


Poesia

Ormai è da qualche giorno
che mi rifugio in te
per alleviare il mio dolore,
per cercare risposta alle mie domande
e talvolta nel tuo silenzio
riesco a trovare delle risposte.
La tua compagnia
mi da speranza e sollievo,
probabilmente ci risentiremo ancora
perché entrare nel tuo mondo
non mi fa pensare a quanto
triste e crudele
possa essere il mio
e mi fa credere che
il mondo possa cambiare,
so che non succederà mai,
ma quest’illusione
mi da la forza per
andare avanti.
Dreamer

domenica 9 dicembre 2012

IL FILO DI ARIADNE

"Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!"
(Dal film "Hugo Cabret")

Quando mi hanno proposto di pubblicare questa frase non ho saputo dire di no perché è una di quelle frasi che nelle loro poche parole e nelle loro immagini semplici e familiari  a loro mondo sanno dirci tutto. Solo che quel "tutto" non è mai oggettivo, ma è qualcosa che ognuno di noi comprende in modo diverso e personale. Quindi, per questa volta, lascio ai lettori l'interpretazione, lascio che ciascuno rifletta su questo "grande meccanismo" di cui facciamo parte e sulla funzione che svolge o cerca di svolgere in esso.


giovedì 6 dicembre 2012

CAOS DENTRO: ANCHE L’OPERAIO VUOLE IL FIGLIO DOTTORE


Come è cambiato il sindacato negli anni? È ancora in grado di tutelare i suoi lavoratori? E come viene percepito da chi, da decenni, lavora nell’industria?
È indubbio che il mondo del lavoro sia mutato profondamente, cambiamento dovuto a diversi fattori che riguardano lo sviluppo tecnologico, il concetto di produzione, una maggiore competizione, l’emergere di nuovi sistemi organizzativi per le aziende,etc. Il Sindacato come ha reagito a questi cambiamenti?
Oggi vogliamo parlarvi di un mondo in particolare, quello dei lavoratori metalmeccanici che ieri, 5 dicembre 2012, sono scesi in piazza per protestare contro l’approvazione del nuovo contratto nazionale 2013-2015. Si tratta dei lavoratori della FIOM, sindacato dei metalmeccanici che dopo aver rifiutato l’accordo del 2009, è stato escluso dalle trattative per il rinnovo del contratto nazionale siglato tra Federmeccanica; Assistal, Fim, Uilm e definito da Mirco Rota, segretario generale della Fiom della Lombardia, un “contratto che va contro i diritti dei lavoratori”.

M. (50) e L. (26) – tesserati FIOM

A quanti anni hai iniziato a lavorare?

M. << Ho iniziato a lavorare a quindici anni, ho fatto vari lavori, dal tappezziere all’imbianchino, poi sono entrato in fabbrica e ormai sono una tuta blu dal ’79. >>
L. << Ho svolto diversi lavoretti durante gli studi, per lo più come commesso o addetto vendita. Dopo il diploma di maturità ho iniziato a cercare qualcosa di più inerente ai miei studi (elettrotecnico, ndr), così a 18 anni ho iniziato a lavorare come operaio metalmeccanico in fabbrica, non è esattamente ciò che vorrei fare ma dato che al momento cambiare è impossibile, mi accontento. Più avanti chissà. >>

Cosa pensi del Sindacato in generale?

M. << Penso che si sia indebolito molto. Ho sempre creduto nell’importanza di scioperare per ottenere migliori condizioni di lavoro, ma ormai sono giunto alla conclusione che gli scioperi, per come sono organizzati oggi, servono ben poco.  Una volta gli operai erano uniti, lo sciopero non era programmato con settimane di anticipo (a che serve se è “pianificato”? l’azienda si prepara e l’effetto di disagio viene praticamente annullato).
L’azienda era messa alle strette e alla fine ottenevi ciò che ti spettava. Mi ricordo, ad esempio, quando abbiamo fatto sciopero per ottenere la mensa e il padrone ci diceva “andate a ca’ vostra a mangiare!”, abbiamo lottato e alla fine l’abbiamo ottenuta. Sembra poco? Beh, con un ora di pausa non torni a casa e quando devi pranzare con un panino tra le polveri e l’olio delle macchine, per non parlare del freddo d’inverno, un posto caldo e pulito fa la differenza. È una questione di rispetto e di dignità. Oggi il sindacato si è spaccato e ciò è avvenuto perché il sindacato si è messo a fare politica. Un sindacalista che lotta non per i lavoratori ma per fare carriera, iniziando ad anteporre i propri interessi, non è più un buon sindacalista. È compromesso e chi ci rimette sono gli operai. Questo succede tanto ai livelli più alti quanto all’interno delle singole aziende. Una volta abbiamo fatto uno sciopero per un aumento di salario. Giorni di sciopero e alla fine l’azienda aveva ceduto, dandoci quasi l’intera somma richiesta. Un accordo ragionevole e di buon senso. Il rappresentante interno però non era d’accordo, ne faceva una “una questione di principio” e ha continuato a fare guerra all’azienda, contro anche il volere della maggioranza degli operai. Il suo obiettivo - l’abbiamo capito poi - era principalmente di farsi notare dal sindacato provinciale, sperando di lasciare il posto in fabbrica e assicurarsene uno in ufficio. Tuttavia lo sciopero era diventato insostenibile e l’accordo che era stato inizialmente avanzato fu ritirato dall’azienda e ne fu proposto un altro, meno conveniente, che alla fine il rappresentante fu costretto ad accettare. Questo è solo un esempio di come interessi personali indeboliscano il sindacato e come venga messo in secondo piano quello che dovrebbe essere il suo vero e unico obiettivo: la tutela del lavoratore.>>
L. << Ormai il sindacato fa politica e la spaccatura che si è venuta a creare tra i tre sindacati è puramente “ideologica”. Ormai non si parlano nemmeno più, partono da posizioni contrapposte alle quali rimangono saldamente attaccati senza fare alcuno sforzo per venirsi incontro. Gli operai sono operai, non ci sono operai di destra e operai di sinistra o almeno non dovrebbero esserci nel momento in cui si parla di diritti. Questi sono estesi a tutti e quindi è giusto che i sindacati parlino tra loro, trovino un accordo e si confrontino all’interno delle fabbriche con i lavoratori. Cosa vuol dire, all’interno della stessa fabbrica, fare due assemblee  sullo stesso argomento, nello stesso giorno, in due stanze separate? Ciò significa che c’è ostilità, non si parlano. Non si spacca solo il sindacato, si creano fratture nel gruppo operaio in cui si insinuano ricatti, compromessi. Si indebolisce il potere contrattuale dei lavoratori e l’azienda può sempre più facilmente imporre le proprie condizioni, soprattutto in un periodo di crisi come questo. >>

Cosa pensi dello sciopero di ieri  contro l’approvazione del nuovo contratto metalmeccanici?

M. << Io non ho aderito allo sciopero. Non perché sono d’accordo con il contratto che hanno firmato CISL e UIL, è un contratto che fa pena. Si vantano di aver dato un aumento di 130euro, “soldi freschi” li hanno definiti. Innanzitutto, sono “al lordo” e solo per il quinto livello, andando a scalare per i livelli più bassi.
Una  1a, stando al contratto, prenderà un aumento (sempre al lordo) di 81,25 euro, spalmati su tre anni. Ovviamente la tranche più consistente sarà data nel 2015. Diciamo che è un contentino che CISL e UIL sbandierano a destra e a manca come una grande conquista solo per coprire ciò che hanno fatto passare sotto silenzio e senza consultare i diretti interessati, ossia noi operai.
Primo tra tutti le modifiche riguardanti il lavoro straordinario. Gli straordinari sono obbligatori (per un massimo di 200/250 ore l’anno, ndr) e “nessun lavoratore, salvo giustificato motivo, si può rifiutare” di farli. Ad esempio, possono chiederti di lavorare 10 ore il sabato o la domenica (8 ore di straordinario settimanale + 2 ore di straordinario giornaliero, ndr). Ma non è finita qui.  La cosa assurda è che hanno firmato un contratto che svaluta il ruolo del sindacato stesso. L’azienda, infatti, in particolari circostanze, può modificare turni e predisporre straordinari (anche oltre a quelli obbligatori previsti), senza contattare il RSU. Quale sindacato “sano” può firmare un contratto che riduce il suo potere contrattuale? Ma soprattutto, mentre tutto questo accadeva, durante i tre mesi di trattativa tra Federmeccanica e Cisl-Uil, il nostro sindacato dov’era? Perché si è aspettato di arrivare a ridosso dell’approvazione (e proprio ieri è stato approvato!) per protestare? Non si sapeva della scadenza del precedente contratto? Io ho scioperato contro l’abrogazione dell’articolo 18; ho scioperato per far reintegrare in azienda colleghi ingiustamente licenziati. Ho scioperato contro l’esclusione dalla trattativa della FIOM dell’ultimo contratto nazionale. Ho scioperato, ma cosa abbiamo ottenuto? È vero il giudice ha dato ragione alla FIOM, una bella vittoria, “facciamo storico così tra dieci anni vedranno quello che abbiamo fatto” mi ha risposto il nostro rappresentante interno. Peccato che alla fine ho perso 8 ore di lavoro, il contratto non è stato annullato e lo stipendio sia lo stesso. Dello “storico” non me ne faccio niente. Se davvero ne valesse la pena, se davvero si desse prova che le cose cambiano, allora sì, lo farei. Sono più di 30 anni che lavoro ed è sempre peggio. L’unica cosa da fare è stracciare le tessere, scendere in piazza e bloccare l’Italia. Farlo davvero, non dopo che l’accordo è stato approvato e “solo per fare storico”. Sono stanco e penso che se continuerà così non rinnoverò neanche la tessera. Pago più di cento euro di tessera all’anno e per che cosa? >>.

Le posizioni espresse da M. riguardo alle condizioni previste dal contratto sono condivise appieno da L. il quale, però, ha preso una decisione diversa: aderire alla protesta.

L. << Io ho deciso di aderire allo sciopero perché credo nella FIOM. Rispetto ai vari sindacati è quello che più di tutti riesce a farsi valere e questo anche rispetto alla “madre” CGIL. Ho deciso di aderire perché ritengo inconcepibile il fatto che il mio sindacato, quello per il quale pago una tessera per essere rappresentato, venga escluso dalla trattativa,  ma soprattutto non posso accettare che si parli di questioni riguardanti i lavoratori senza..i lavoratori!! Per quanto riguarda il nuovo contratto sono sconcertato. Sull’aumento (in generale, per come è concepito)  trovo ci siano delle contraddizioni. Innanzitutto, il fatto che l’aumento vada a scalare non comporta che un ampliamento della forbice tra chi guadagna di più e chi di meno. Ok, l’aumento sarà in proporzione, ma dato che la differenza c’è già a monte ed è data dal livello di appartenenza, un aumento trasversale sarebbe più equo, soprattutto in un periodo drammatico come questo dove, proprio chi guadagna di meno, ne ha più bisogno. In secondo luogo voglio rispondere a chi mi dice “Beh, se non ti sta bene questo aumento non prenderlo”, che il problema non è l’aumento in sé, ma che una trattativa con i sindacati divisi non può che nuocere unicamente ai nostri diritti. Sicuramente uniti avremmo ottenuto di più.
Un altro punto è quello del lavoro straordinario. Rendendo obbligatori gli straordinari, non solo si rende l’operaio a completa mercé dell’azienda, ma si riducono anche i margini per nuove assunzioni. La verità è che dopo l’approvazione del “contratto FIAT” la posizione dei lavoratori si sta indebolendo sempre di più (complice la crisi) e senza un sindacato in grado di opporsi, ma che anzi si spacca, bypassa i lavoratori ed esclude dalle trattative una delle sigle con il maggior numero di tesserati (FIOM), è destinato a scomparire. Serve un nuovo sistema, il sindacato deve essere rinnovato, smetterla di essere “politicizzato” e rimettere i diritti del lavoratore al centro dei suoi interessi, comprese le nuove tipologie di lavoratori, i “precari”, sempre più penalizzati e meno tutelati.>>


martedì 4 dicembre 2012

STELLE DANZANTI


Incrociare il tuo sguardo è la mia vita
Vorrei baciarti, stringerti e far scivolare le mie mani sui tuoi fianchi
Farti capire che, sì, mi sono innamorato di te.
La malinconia mi assale
L’amore mi turba
Forse non ti avrò mai, ma ti ho già conquistato.


              MEDARDO